A giugno 2026 gli attacchi informatici nel mondo diminuiscono, ma il livello di rischio resta elevato. È quanto emerge dal Rapporto mensile Horus, la piattaforma di Cyber Threat Intelligence basata sull’intelligenza artificiale sviluppata da Netgroup, che fotografa un panorama in continua evoluzione, nel quale il calo degli episodi registrati non coincide con una riduzione della minaccia.
Nel corso del mese sono stati rilevati 71.632 attacchi informatici, in diminuzione rispetto agli oltre 116 mila censiti a maggio. Una flessione che, secondo gli analisti, è riconducibile soprattutto a una fisiologica normalizzazione stagionale e a una fase di riorganizzazione di alcuni gruppi criminali, senza rappresentare un’inversione di tendenza.
Gli Stati Uniti restano il Paese maggiormente colpito con oltre 32.800 attacchi, seguiti da Germania e Francia. L’Italia si conferma al quarto posto a livello mondiale, con 1.845 attacchi informatici registrati nel solo mese di giugno, davanti a Spagna, Canada e Regno Unito.
Il ransomware continua a rappresentare la principale minaccia, con 43.210 attacchi, pari a oltre il 60% del totale. Crescono invece i casi di data leak, saliti a 9.993 episodi, con un incremento del 5% rispetto al mese precedente, alimentati dalla diffusione sul dark web di credenziali di accesso e informazioni riservate. Gli esperti segnalano inoltre un aumento dell’utilizzo improprio di software di assistenza remota, come AnyDesk e TeamViewer, sfruttati dai cybercriminali per accedere alle reti aziendali senza destare sospetti.
Tra i comparti più esposti continua a figurare il settore manifatturiero, seguito da retail, tecnologia e sanità. A destare particolare attenzione è però il comparto istruzione e ricerca, unico tra i principali settori a registrare un aumento del proprio peso sul totale degli attacchi, passando dall’8,3% al 10,1% in un solo mese. Università, centri di ricerca e istituzioni accademiche rappresentano infatti obiettivi sempre più appetibili per il valore strategico dei dati custoditi e per la presenza di infrastrutture informatiche non sempre adeguatamente protette.
In Italia il mese di giugno è stato caratterizzato anche dall’attività del gruppo Safepay, responsabile di una campagna automatizzata su larga scala avviata il 20 giugno, oltre che da attacchi rivolti al settore legale e agli ordini professionali, comparti che stanno assumendo un ruolo crescente tra gli obiettivi della criminalità informatica.
Guardando ai prossimi mesi, il Rapporto Horus individua tre tendenze principali: il crescente impiego dell’intelligenza artificiale nelle offensive informatiche, l’aumento degli attacchi contro il mondo dell’istruzione e della ricerca e il consolidamento dell’Italia tra i bersagli prioritari nello scenario geopolitico internazionale.
Per gli analisti il calo registrato a giugno non deve quindi essere interpretato come un segnale di tregua. La minaccia cyber continua a evolversi rapidamente e, con la pausa estiva, potrebbe semplicemente attraversare una fase temporanea prima di una nuova intensificazione delle campagne di attacco nei prossimi mesi.
