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Cybersicurezza: il 2025 segna un anno critico, cresce l’allarme anche in Italia

IL RAPPORTO


Il Rapporto Clusit 2026 descrive il 2025 come un “anno orribile” per la cybersicurezza globale. Gli attacchi informatici gravi sono aumentati del 49% rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 5.265 incidenti a livello mondiale. Questo incremento evidenzia un contesto sempre più instabile, in cui il cybercrime si consolida come una vera e propria industria organizzata.

L’Italia risulta tra i Paesi più colpiti. Nel 2025 si sono registrati 507 attacchi gravi, con un aumento del 42% rispetto ai 357 del 2024. Il dato è particolarmente significativo perché rappresenta il 9,6% del totale globale, una percentuale sproporzionata rispetto al peso economico del Paese. I settori maggiormente bersagliati sono la pubblica amministrazione, la sanità e il comparto finanziario, con impatti rilevanti soprattutto sulle infrastrutture critiche.

Dal punto di vista geografico, le Americhe restano l’area più colpita con il 33,2% degli attacchi, mentre l’Europa registra una crescita del 21%. L’Asia, tuttavia, mostra l’incremento più rapido, con un aumento del 131%, segno di un’espansione globale del fenomeno.

Tra le principali tendenze emerge la crescente complessità degli attacchi: oltre al cybercrime, si rafforzano il cyberattivismo e le operazioni con motivazioni geopolitiche. Aumentano inoltre gli attacchi simultanei su più obiettivi, rendendo più difficile la difesa.

Nonostante il contesto critico, il mercato della cybersicurezza in Italia è in crescita: nel 2025 ha raggiunto i 2,778 miliardi di euro (+12%). Tuttavia, gli investimenti restano inferiori rispetto alla media dei Paesi del G7. In particolare, la spesa italiana si attesta intorno allo 0,13–0,14% del PIL, lontana dallo 0,3% medio.

Per affrontare queste sfide, diventa fondamentale rafforzare le strategie di difesa. Tra le soluzioni più diffuse vi è il ricorso ai servizi gestiti di sicurezza (Managed Security Services), scelti dalle aziende per compensare la carenza di competenze interne. Un ruolo centrale è svolto anche dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, impegnata a migliorare la resilienza del sistema-Paese.

In conclusione, il quadro delineato dal Rapporto Clusit evidenzia l’urgenza di aumentare gli investimenti e sviluppare strategie più efficaci per contrastare una minaccia in continua evoluzione.