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IA, in Vaticano il confronto su etica, media e futuro umano

Il Vaticano apre il dibattito internazionale sull’intelligenza artificiale e sulle sue implicazioni etiche, sociali e culturali. Alla Pontificia Università Urbaniana si sono aperti i lavori della conferenza “Preserving Human Voices and Faces / Custodire voci e volti umani”, promossa dal Dicastero per la Comunicazione insieme al Dicastero per la Cultura e l’Educazione.

L’iniziativa arriva a pochi giorni dalla LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali e mentre Papa Leone XIV si prepara a pubblicare il 25 maggio la sua prima enciclica, “Magnifica humanitas”, dedicata proprio alla tutela della persona umana nell’epoca dell’intelligenza artificiale.

Nel messaggio del Pontefice, l’IA viene definita una nuova “questione sociale”, da affrontare mettendo al centro dignità umana, lavoro e responsabilità. “La questione che ci sta a cuore non è cosa riuscirà a fare la macchina, ma cosa possiamo fare noi”, ha scritto il Papa, richiamando la necessità di un uso consapevole delle tecnologie.

Ad aprire il confronto è stato Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione, che ha messo in guardia dal rischio di delegare il pensiero umano agli algoritmi. “Il pericolo più grande consiste nell’accettare passivamente l’idea che qualcosa costruito da noi possa pensare al nostro posto”, ha affermato, sottolineando il valore della verità e della responsabilità nell’ecosistema digitale.

Al centro della riflessione anche il tema dei deepfake, della simulazione artificiale delle relazioni e della tutela dell’identità personale. Il cardinale José Tolentino de Mendonça ha parlato della necessità di “guidare” l’innovazione digitale senza rinunciare alla centralità dell’essere umano.

Alla conferenza partecipano esperti internazionali del mondo dell’informazione, della tecnologia e dell’etica digitale, tra cui rappresentanti del New York Times, Mozilla, Unesco e studiosi impegnati sui temi della governance dell’IA e dei diritti digitali