A circa quattro mesi dall’approvazione della Legge di Bilancio che ha reintrodotto l’iperammortamento, arriva finalmente il decreto attuativo che rende pienamente operativa la misura.
Il decreto, firmato il 4 maggio 2026 dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, in fase di pubblicazione, definisce nel dettaglio le modalità di accesso all’agevolazione per il triennio 2026-2028 e chiarisce gli adempimenti richiesti alle imprese.
Il perimetro della misura
Il decreto attuativo dà applicazione ai commi da 427 a 436 dell’articolo 1 della Legge n. 199 del 30 dicembre 2025, confermando la possibilità di beneficiare della maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese.
L’agevolazione riguarda:
• beni materiali 4.0 previsti dagli Allegati IV e V della normativa;
• investimenti destinati all’autoproduzione e all’autoconsumo da fonti di energia rinnovabile;
• spese sostenute per investimenti completati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
La maggiorazione opera esclusivamente ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria.
Tra gli elementi più rilevanti emerge l’introduzione di una doppia comunicazione annuale, che rappresenta uno dei principali cambiamenti rispetto alle precedenti versioni dell’agevolazione.
Le imprese dovranno infatti inviare:
• una comunicazione preventiva relativa agli investimenti programmati;
• una comunicazione consuntiva a completamento dell’investimento.
L’obiettivo è rafforzare il monitoraggio delle risorse e garantire maggiore controllo.
Un’altra novità significativa riguarda l’eliminazione del riferimento ai software fruiti in modalità as-a-service, elemento che potrebbe restringere il perimetro applicativo per alcune soluzioni digitali utilizzate dalle imprese.
Il decreto chiarisce anche gli obblighi documentali, le modalità di accesso al beneficio, i controlli e le possibili cause di decadenza dall’agevolazione.
L’entrata in vigore delle disposizioni operative consente ora alle aziende di sbloccare progetti di investimento rimasti in attesa dei chiarimenti attuativi.
Con il decreto attuativo prende quindi forma definitiva uno degli strumenti centrali della politica industriale italiana per il prossimo triennio.
L’obiettivo quello di sostenere la digitalizzazione dei processi produttivi, accelerare gli investimenti in tecnologie 4.0 e favorire la transizione energetica.
