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Napoli guarda al futuro dell’educazione: AI e game-based learning protagonisti a “Play the Future”

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L’innovazione nella didattica passa sempre più da intelligenza artificiale e nuove metodologie immersive. È su questo terreno che si inserisce “Play the Future. EdTech, AI & Game Based Learning for ICC”, l’evento in programma lunedì 30 marzo 2026 a Napoli, presso il Real Albergo dei Poveri.

Un appuntamento che riunisce esperti, innovatori e operatori del mondo dell’educazione per discutere come le tecnologie emergenti stiano trasformando l’apprendimento, rendendolo più interattivo, accessibile e orientato alle competenze del futuro.

L’educazione cambia: tra AI e gioco

Al centro dell’iniziativa c’è un tema sempre più strategico: il ruolo dell’intelligenza artificiale nella scuola e nella formazione. Non solo strumenti digitali, ma veri e propri ecosistemi capaci di personalizzare l’esperienza educativa e supportare docenti e studenti.

Accanto all’AI, spazio al game-based learning, ovvero l’utilizzo di dinamiche di gioco nei processi formativi. Una metodologia che punta a migliorare coinvolgimento, motivazione e capacità di apprendimento, sfruttando linguaggi e logiche familiari alle nuove generazioni.

L’evento si svolgerà nel pomeriggio, dalle 14:30 alle 18:00, con momenti di confronto, panel e networking tra professionisti del settore.

Napoli hub dell’innovazione educativa

La scelta di Napoli non è casuale. La città si conferma sempre più come un laboratorio di innovazione, capace di attrarre iniziative legate alla trasformazione digitale e alla formazione avanzata.

“Play the Future” si inserisce infatti in un contesto più ampio, in cui l’EdTech sta assumendo un ruolo centrale nel ripensare modelli educativi tradizionali. Eventi di questo tipo diventano luoghi di contaminazione tra ricerca, impresa e istituzioni, fondamentali per costruire nuove competenze.

Una sfida culturale, prima ancora che tecnologica

Più che una semplice conferenza, l’iniziativa rappresenta un momento di riflessione su una sfida più ampia: come preparare le nuove generazioni in un mondo sempre più guidato dai dati e dagli algoritmi.

L’uso dell’intelligenza artificiale e delle tecniche di apprendimento basate sul gioco non è infatti solo una questione tecnologica, ma culturale. Significa ripensare il ruolo della scuola, del docente e dello studente, mettendo al centro creatività, pensiero critico e capacità di adattamento.

In questo scenario, eventi come “Play the Future” indicano una direzione chiara: il futuro dell’educazione è già iniziato, e passa dalla capacità di integrare innovazione e pedagogia in modo consapevole.