La ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI fotografa ritardi e opportunità della trasformazione digitale. Solo il 7% delle imprese ha avviato programmi strutturati di formazione sull’AI. Crescono gli investimenti nel cloud, ma resta debole il rapporto con università e centri di ricerca.
Le piccole e medie imprese italiane riconoscono l’importanza dell’innovazione, ma faticano ancora a trasformare le nuove tecnologie in strumenti concreti di competitività. È quanto emerge dalla ricerca 2025-2026 dell’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, presentata lo scorso 21 maggio.
Il dato più significativo riguarda l’intelligenza artificiale: il 76% delle PMI italiane non ha investito né prevede investimenti nell’AI, mentre soltanto il 7% ha avviato programmi strutturati di formazione per i propri collaboratori.
Una situazione che evidenzia il divario tra le potenzialità offerte dalle tecnologie emergenti e la capacità delle imprese di integrarle nei propri processi produttivi e organizzativi.
Le PMI rappresentano una componente fondamentale dell’economia nazionale. Oltre 240mila aziende generano più del 40% del fatturato italiano e occupano circa il 40% della forza lavoro privata. La loro capacità di innovare è quindi decisiva non soltanto per la competitività del sistema produttivo, ma anche per lo sviluppo economico e occupazionale dei territori.
Investimenti digitali in crescita, ma a velocità differenti
La ricerca evidenzia alcuni segnali positivi. Nel 2025 oltre una PMI su due ha aumentato la spesa per la trasformazione digitale rispetto all’anno precedente. Il 24% investe in maniera significativa in tutte le aree aziendali, mentre un ulteriore 27% concentra le risorse sui settori considerati strategici.
Resta tuttavia una quota consistente di imprese che considera il digitale marginale, troppo costoso o poco utile. Il 14% non effettua alcun investimento.
Particolarmente interessante il dato relativo al cloud computing: il 56% delle PMI ha investito in queste tecnologie nel triennio 2023-2025 e il 91% prevede di farlo nel periodo 2026-2028.
Ricerca e sviluppo, quasi una PMI su due resta ferma
Un altro elemento critico riguarda la capacità di innovazione. Il 47% delle PMI non ha svolto attività di ricerca e sviluppo negli ultimi tre anni, mentre soltanto il 15% lo fa in maniera sistematica.
Più di un’impresa su tre non ha introdotto alcuna forma di innovazione nello stesso periodo. Ancora limitata la collaborazione con il mondo della ricerca: soltanto un terzo delle PMI ha sviluppato rapporti con soggetti esterni per attività di ricerca e sviluppo.
Diversa la situazione delle oltre 3.100 PMI innovative censite a febbraio 2026. In questo segmento, l’84% collabora con università, centri di ricerca e altre imprese, dimostrando quanto le relazioni con l’ecosistema dell’innovazione possano contribuire alla crescita aziendale.
La sfida delle competenze e il ruolo degli ecosistemi digitali
Il problema non riguarda esclusivamente la disponibilità di risorse economiche. Solo il 46% delle PMI valuta le competenze del personale e appena il 40% predispone periodicamente piani formativi non obbligatori.
La ricerca richiama quindi la necessità di rafforzare il rapporto tra imprese, università, centri di ricerca, Digital Innovation Hub e fornitori tecnologici.
Non basta acquistare nuove tecnologie: occorre accompagnare le aziende nella comprensione delle opportunità, nella formazione del personale e nella riorganizzazione dei processi.
È proprio in questa direzione che possono svolgere un ruolo importante gli ecosistemi territoriali dell’innovazione, capaci di avvicinare soprattutto le imprese più piccole alle competenze e agli strumenti necessari per affrontare la transizione digitale.
La sfida, dunque, non è soltanto aumentare gli investimenti nell’intelligenza artificiale, ma creare le condizioni perché le PMI possano utilizzarla in modo efficace. Un passaggio fondamentale per rafforzare la produttività, sostenere l’occupazione qualificata e rendere più competitivo il sistema economico italiano.
Fonte: Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI, Politecnico di Milano, ricerca 2025-2026, presentata il 21 maggio 2026.
