Skip to content Skip to footer

Automotive, 300 milioni per spingere la filiera verso le nuove tecnologie

Mini contratti di sviluppo per mobilità sostenibile, autonoma, connessa e intelligente. Spazio a ricerca, testing, nuovi sistemi di propulsione e riconversione industriale

Trecento milioni di euro per accompagnare la filiera italiana dell’automotive nella trasformazione tecnologica. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha disposto nuove risorse attraverso lo strumento dei mini contratti di sviluppo, con l’obiettivo di sostenere gli investimenti delle aziende in una fase nella quale innovazione, digitalizzazione e sostenibilità stanno ridisegnando il settore.

Il provvedimento si inserisce nel percorso avviato con il rifinanziamento del Fondo Automotive e punta in particolare allo sviluppo di tecnologie avanzate per una mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura, in coerenza con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e riduzione delle emissioni nei trasporti.

È proprio la componente tecnologica uno degli elementi centrali della misura. Potranno essere finanziati programmi destinati allo sviluppo, all’ingegnerizzazione, al testing e alla produzione di nuovi veicoli e nuove soluzioni di mobilità, insieme a sistemi di alimentazione e propulsione a basse emissioni.

Le risorse potranno inoltre sostenere lo sviluppo di parti, componenti, sistemi e tecnologie avanzate destinate ai veicoli di nuova generazione. L’intervento guarda quindi non soltanto al prodotto finale, ma all’intera catena industriale e tecnologica che accompagna l’evoluzione dell’automotive.

Un altro capitolo riguarda la diversificazione e la riconversione industriale verso tecnologie strategiche ad alta intensità di ricerca e sviluppo. Gli investimenti produttivi potranno essere affiancati da progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e da percorsi di formazione del personale, questi ultimi entro il limite del 10% dell’investimento complessivo.

La misura punta così a sostenere contemporaneamente innovazione dei prodotti, trasformazione dei processi produttivi e nuove competenze, tre fattori sempre più strettamente collegati nella transizione dell’industria automobilistica.

Particolare attenzione viene riservata alle PMI, alle quali è destinato il 60% delle risorse; un quarto di questa quota è riservato alle micro e piccole imprese. Il 40% delle disponibilità è invece destinato a programmi da realizzare negli stabilimenti del Mezzogiorno, nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Le agevolazioni saranno concesse attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati e potranno coprire fino al 75% delle spese ammissibili. Le imprese potranno presentare anche progetti congiunti, fino a un massimo di cinque partecipanti.

La nuova misura mette dunque al centro la capacità della filiera automotive italiana di competere sul terreno delle nuove tecnologie, sostenendo il passaggio dalla produzione tradizionale verso sistemi di mobilità a basse emissioni, connessi e intelligenti e favorendo, allo stesso tempo, ricerca, sperimentazione e riconversione degli stabilimenti.

Le modalità e i termini per la presentazione delle domande saranno definiti con un successivo decreto direttoriale del Ministero.

LINK